Qualcuno ha chiamato la nostra epoca “età dell’ansia”, non senza buone ragioni. Le pressioni cui siamo sottoposti sono più numerose e più complesse che in qualunque altra epoca passata. La sicurezza personale, questione centrale nell’ansia, è messa a repentaglio quando il terrorismo può colpire in ogni momento e in ogni luogo, mentre le minacce all’immagini di sé e all’autostima sono continue. Non appena ci siamo abituati a un progresso tecnologico, questo diventa obsoleto e siamo costretti a riadattarci.

I valori tradizionali che tengono insieme la società continuano deteriorarsi da tempo: l’individualismo e il vantaggio personale hanno preso il sopravvento sulle relazioni sociali che appaiono sempre più transitorie. I ruoli di genere sono sempre meno specifici e l’impegno nelle relazioni coniugali e familiari passa in secondo piano rispetto alla carriera, disorientando molte persone che non sanno più come fare a far funzionare i rapporti importanti. A ciò si aggiunga che trovare e mantenere il lavoro è un compito diventato sempre più difficile visto che oggigiorno le persone contano assai meno rispetto bilanci aziendali e la sicurezza economica è messa a rischio.

In questo scenario il numero delle potenziali fonti di stress continua a crescere e quasi tutti, prima o poi si trovano in qualche misura a dover fare i conti con l’ansia. La vita necessariamente ci mette di fronte a difficoltà con cui dobbiamo fare i conti, ma altrettanto spesso l’ansia non è prodotta dalle circostanze esterne, quanto da aspettative irrealistiche (il perfezionismo per esempio), da un eccessivo bisogno di ordine e prevedibilità che non corrisponde certamente alla realtà del quotidiano.

Nella maggior parte dei casi l’ansia presenta due componenti strutturali: la tendenza a sopravvalutare i rischi e quella a sottovalutare le proprie risorse, ovvero la capacità di affrontarli con successo.  Pertanto imparare a valutare più realisticamente i rischi ed affrontarli al meglio può aiutare molto a ridurre il livello di ansia, considerando che non esiste un luogo davvero sicuro e che molte esperienze di vita sono estremamente ambigue. Tuttavia quando questi si presentano è richiesta una certa abilità per venirne a capo.

A questo punto, fidarsi della propria capacità di gestire l’ansia senza lasciarsi sopraffare dal timore per mantenerla entro limiti accettabili diventa fondamentale.

L’ipnosi in questo caso può essere molto utile per insegnare attitudini cruciali, come la valutazione dei rischi, la tolleranza della frustrazione, il controllo degli impulsi e dello spirito critico per riuscire a prendere decisioni e saper contare su se stessi e le proprie risorse.

Tutti elementi, questi, che possono servire a tenere in scacco l’ansia e godere finalmente di una qualità della vita soddisfacente.